martedì 30 novembre 2010

Quella notte fu rapita da quella pellicola e non riuscì più a prender sonno.
Continuava a farla riflettere su come sarebbe la realtà se potessimo crearcela da soli coi nostri pensieri e le nostre emozioni.
Forse, inconsapevolmente, le era capitato di sognare ad occhi aperti. Di entrare in una nuova dimensione, di modificarne a piacere gli eventi in quanto causa e non effetto del propio sogno.
Sogno lucido.
Il precario equilibrio tra fantasia e realtà.
scegliere se rifugiarsi in un'ipotesi, o se vivere affrontando le proprie paure.
E' veramente un salto nel vuoto, nell'ignoto.
Non era mai riuscita del tutto a fare questo salto.
Glielo dicevano in tanti che non portava a termine un lavoro.
Anche le sue passioni, erano un lavoro.
Pian piano, da un pò di tempo a questa parte, stava entrando nel meccanismo per cui sarebbe stato meglio affrontare piuttosto che arrendersi, che scegliere il "sogno".
No, credeva non si dovesse mai smettere di sognare.
Ma, razionalmente, pensava allo stesso tempo che utopie non potessero condurla verso ciò che la aspettava fuori..quella realtà cruda e complessa alla quale non poteva sottrarsi.
Un'impresa ardua che, presto o tardi, avrebbe dovuto avversare.

> Ecco perchè pensò di aver sognato ad occhi aperti fin ora, perchè era giunta ad alcune conclusioni..
Aveva paura e già sapeva come sarebbe andata a finire <

"Te lo dirò in un'altra vita, quando saremo entrambi gatti..."

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